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Palafiom Taranto-Putignano 3-0

di skanderbeg69 (22/10/2006 - 11:04)

 

Sabato 21ottobre 2006 – Ore 17.00.

Marcello Presta è scaramantico. Dalla partita di domenica scorsa giungono due indicazioni chiare da questo punto di vista: bisogna sbagliare il primo servizio e deve entrare Silvia-chiudi-partita quando si gioca il match-point.

Anni fa, quando ero abbonato alla Magna Grecia, avevo studiato in modo scientifico la questione e ancora oggi, da bravo grafomane che conserva tutto, mi ritrovo gli appunti dell’epoca.

 

Elementi che portano bene sempre e comunque (alla Magna Grecia):

- Indossare la maglietta regalata agli abbonati;

- Fabiana Megan seduta vicino;

- Boban Kova? in campo (beh, questo era abbastanza scontato...);

- Paolo Leone, possibilmente con la divisa della Protezione Civile.

 

Elementi che solitamente portano bene:

- Fare le corna all’avversario in battuta;

- Arrivare in ritardo e parcheggiare lontano;

- Gli ex nelle squadre avversarie (Martinelli, Lassandro, ecc.);

- Carmine colpito da una pallonata durante il riscaldamento.

 

Elementi che solitamente portano sfiga:

- Vincenzo Di Pinto con la giacca marrone;

- Quando fuori piove;

- L’ex sindaco di Palagiano in tribuna (quello che da solo occupava cinque posti);

- Il delfino mascotte.

 

Elementi che portano indiscutibilmente sfiga:

- Gridare “Uno... due... tre...” durante la fase d’attacco;

- La diretta televisiva.

 

Per restare in tema, oggi scoprirò se andare a vedere le partite con la febbre porta bene o porta sfiga. Certo che, se c’è Urago, potrei farmi scrivere un certificato medico da spedire in ufficio lunedì. Farei un figurone: un certificato di malattia firmato dal direttore generale dell’ASL in persona...!

E rieccoci, dopo cinque mesi, nella palestra dell’ “Alfieri”. Schifo, fa sempre schifo; però devo riconoscere che un pizzico di commozione riesce a suscitarlo. Come non ricordare l’esaltante batteria di play-off dello scorso anno?

Dopo la partita di Lecce c’è stato uno strano traffico di magliette tra Desiree, Rossella e Michela. Desiree l’aveva prestata a Rossella prima della partita, Michela la pretendeva come trofeo (non le bastava la propria?), Desiree stava per mettersi a piangere a causa di questo sopruso e il coach ha dovuto dirimere la questione.

Quando si dice “attaccamento alla maglia”...

A proposito, chi è Desirée? Con quante “e” si scrive? Occorre l’accento sulla penultima “e”? L’accento dev’essere grave o acuto?

Beh, è troppo complicato; io la chiamerò Pinuccia. Anzi, Truciola, l’equivalente femminile di Enzo Avallone così come fu ribattezzato da Beppe Grillo. Truciolina.

Durante il riscaldamento Michela, sempre più discola, procura un ematoma ad un’avversaria.

In onore del Putignano, sede di un celebre carnevale, Sonia ha riempito i propri capelli di coriandoli colorati. Sembra la sorella di Bob Marley.

L’inizio dell’incontro è faticoso; forse le avversarie sono state sottovalutate.

Le nostre centrali giocano bene ma sono meno brillanti di domenica scorsa ed anche Alessandra è spesso bloccata dalla necessità di correggere ricezioni difettose. Si procede appaiati sino al 15 pari. Poi la Palafiom ha un guizzo e si porta sul 20-15. Sembra fatta, ma il Putignano rimonta. Un errore di Sonia ci porta sulla soglia del pareggio, ma poi lo stesso opposto rimedia con una bella schiacciata e il set è nostro.

Arriva il presidente in compagnia del responsabile del 118. “Caspita – penseranno a Putignano –, che apparato sanitario per una partita di serie C! Se tanto mi dà tanto, agli incontri di serie A1 che cosa c’è? Spostano tutto l’ospedale e lo piazzano vicino al palazzetto?”

Dal canto suo la squadra barese è tecnologicamente evoluta. Con un portatile annotano in tempo reale gli scout delle giocatrici. Credo che i dati su cui dovrà maggiormente riflettere l’allenatore siano gli 11 errori in battuta (a fronte di un solo ace) e le doppie. La Palafiom in battuta vanta 4 aces (compreso uno “sporco”) ma ha commesso 10 errori. Rossella, in particolare, non conosce mezze misure quando serve: 2 aces sono suoi, ma anche 4 errori.

Anche il secondo set inizia male e – sul piano della scaramanzia – la presenza di Barbara Gambillara risulta sospetta, ma poi il risultato finale premia la giovane funzionaria dell’Amministrazione Provinciale. Un arbitro estremamente fiscale non perdona la minima impurità nei tocchi delle putignanesi. Il turno in battuta di Alessandra è sempre provvidenziale e l’ennesimo errore avversario bilancia la serata storta del Bisonte (ben lontana dai 25 punti promessi perché abbandonassi il soprannome).

Nel terzo set la musica non cambia: continuiamo a farci del male. Errori in difesa e in attacco; coach Presta è alquanto nervoso. Ha ragione. Solo non capisco una sgridata a Clara nel secondo set dopo che la capitana si era fatta il mazzo per salvare un pallone.

Si scalda tutta la panchina, compresa Ivana (e questa è la più bella novità della serata).

L’unica svolta positiva nella prima parte del terzo parziale ha un protagonista inedito: il ragazzo addetto al segnapunti. Si sposta alla sinistra del cartello consentendo ai tifosi di leggere l’evoluzione del risultato. Anche questa volta è a partire dal 15 pari che le tarantine compiono lo scatto decisivo. Michela sale in cattedra e mette a terra i punti decisivi.

Fra l’altro mi chiedo cosa faccia Michela nella vita (la maestra d’asilo? La baby-sitter?) visto che i bambini che mi chiedono di suonare la trombetta sono tutti tifosi personali della nostra schiacciatrice e non è la prima volta che all’”Alfieri” mi capita di sentire incitamenti alla numero sette da parte di bambini piccoli.

Quelli di stasera giocano per tutto il tempo col Game Boy, fregandosene altamente della partita. Poi, attratti dalla trombetta, mi indicano Michela e mi chiedono di suonare.

“Quando fanno punto le giocatrici vestite di blù, vi faccio suonare, bambini”.

“No, deve fare punto Michela!”

Manco a farlo apposta è il nostro martello, come spesso succedeva già l’anno scorso, a togliere le castagne dal fuoco: 25-18 nel terzo set; 3-0 il risultato finale.

Però ho l’impressione che sul piano del gioco sia stato un passo indietro rispetto alla bella prestazione di Lecce. La Palafiom trasmette una sensazione di superiorità in base alla quale si percepisce che finirà comunque col vincere le partite. Ma stasera questa percezione (percezione per i tifosi; forse è consapevolezza per le giocatrici) non sarebbe bastata senza l’impressionante serie di doppie fischiate alle putignanesi. E rischia di non bastare sabato prossimo a San Pietro Vernotico, dove affronteremo la prima seria candidata alla promozione, il cui risultato è ancora sconosciuto perché devono giocare il... Sunday Night in diretta su Sky.

Forse a San Pietro Vernotico non potrò andare a causa di impegni di lavoro che si protrarranno fino al sabato pomeriggio.

Fate di tutto per tornare vittoriose, ragazze. Mi raccomando, cercate di vincere senza tie-break perché c’è un record da superare. Portate a casa tre punti.

E, visto che vi trovate, portatemi pure una foto con dedica della numero nove di San Pietro.

Domani, intanto, è la giornata mondiale delle missioni. In tutte le chiese di Taranto, durante l’offertorio, saranno distribuiti soldi ai fedeli.

In qualità di tarantino e di dissestato, desidero ringraziare il Burkina Faso, la Somalia, il Bangladesh e tutti i paesi in via di sviluppo che hanno donato contributi caritatevoli alla città di Taranto e ad altri popoli colpiti da catastrofi naturali quali carestie, tsunami e giunte Di Bello.

 

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