Intercettazioni - 2^ parte
Ecco le altre email intercettate.
Taranto, 30 ottobre 2006
Cara signorina Alessandra,
ti posso dare del tu visto che giochiamo nella stessa squadra?
Io scrivo a mano e non uso e-mail perché nella scuola materna che frequento “le tre I” (Internet, Inglese e Impresa) ancora non sono arrivate.
Vorrei chiederti un piacere, se è possibile.
C’è una giocatrice di cui non faccio il nome (dico soltanto che porta il numero 7) che è un poco prepotente. Ogni tanto si porta a casa le maglie delle compagne. Lei dice che le mette nella borsa per distrazione, ma, secondo me, lo fa apposta perché vuole farci i dispetti. Una volta ho provato a lamentarmi, ma lei mi ha detto di starmi zitta e di farmi i cazzi miei altrimenti mi avrebbe trattato come ha trattato l’arbitro di Tuglie-Palafiom, gara 2 dei play-off.
Ogni volta che sparisce una maglia, l’allenatore mi chiede di prestare la mia alla giocatrice che è rimasta senza. Ma a me dispiace perché così non posso andare nemmeno in panchina e non imparo niente.
Io lo so che tu non sei come la numero 7; tu sei buona. Quello che voglio chiederti, allora, è di convincere la nostra compagna cattiva a non fare più i dispetti. Siccome tu sei l’alzatrice, hai l’autorità per importi e puoi far valere i tuoi passaggi come deterrente. Grazie.
DESIREE
A conclusione di questo giochino, devo fare una puntualizzazione. Per chi, tra i cinque lettori di questo blog, non conoscesse le ragazze della Palafiom, voglio precisare che in realtà non sono così. In particolare, non so che idea ci si possa fare di Michela, che in realtà è una bravissima ragazza, sicuramente molto spontanea, ma per nulla volgare. O meglio: lo è un pochino nelle parole (quando ci vuole, ci vuole), ma certamente non lo è nell’animo.
E Alessandra, come tutti sappiamo, è la migliore palleggiatrice della Puglia.
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Ieri ho usato Ivana come “cavia” per la prima intervista. Onde evitare condizionamenti, però, prima di pubblicarla sul blog (e di trasmetterla a forzaragazze.it) vorrei completare le interviste alle altre giocatrici. Se Marcello è d’accordo e le giocatrici pure, posso fare qualche intervista già dopo la partita di sabato (confidando sulla rapida conclusione del match...)? O preferite dopo gli allenamenti? Il coach ha qualcosa da eccepire?
Guardate che vi chiedo anche qual è l’ultimo libro che avete letto perché dovete dimostrare di essere ragazze valide anche sul piano culturale, morale e spirituale. La Palafiom non è mica il Parlamento, dove non sanno chi è Nelson Mandela e confondono il Darfour con un capo d’abbigliamento...
San Pietro Vernotico-Palafiom Taranto 0-3
Ragazze, siete grandi, siete meravigliose, siete fantastiche!
A questo punto non pubblico più la seconda parte delle intercettazioni telematiche (Rossella, Clara, Luana, Desiree, Michela, Alessandra); sono inattuali. Soprattutto se Alessandra ha utilizzato anche le centrali senza il bisogno di marche da bollo.
"Fonti confidenziali" riferiscono di una partita perfetta: in particolare Sonia è stata travolgente ed Alessandra ha distribuito palloni con acume, valorizzando alla perfezione l'intera squadra.
La partita, d'altronde, era stata preparata minuziosamente. Coach Marcello segue ininterrottamente il San Pietro Vernotico da dodici anni; ha imposto la visione di videocassette alle nostre giocatrici che, quando sono scese in campo sabato, conoscevano anche i codici fiscali delle avversarie, le date di nascita di tutti i parenti entro il quarto grado, i tassi di colesterolo individuali e il numero di peli sotto le ascelle di ciascuna sanpietrese nonché gli indirizzi delle loro estetiste ed i relativi tariffari.
Solo una cosa non mi è chiara: Sonia (il cui nuovo soprannome va selezionato tra “divina”, “mitica”, “favolosa”) avrebbe realizzato 23 punti e mezzo. Ecco, spiegatemi com’è andato questo mezzo punto...
In classifica la Palafiom è a punteggio pieno con il sorprendente Oria (9 punti); segue il Tuglie a quota 8.
Uno sguardo anche alla serie B2.
“Andiamo a Sapri per vincere” – aveva detto la vice-capitana del Massafra Viviana Vincenti [1]. Risultato: 3-0 per Sapri (la stessa identica formazione, giocatrice per giocatrice, battuta dalla Palafiom ai play-off interregionali dello scorso giugno) e Massafra orientato, anche quest’anno, verso la conquista di nuovi record...
Ed auspicando di avere finalmente foto della Palafiom, prodotte in casa Palafiom, concludo con una cartolina che mi è arrivata da San Pietro Vernotico. Me l’ha spedita una nostra giocatrice che, oltre ad essere una grande centrale, è anche una maga del computer. Ehm... può sembrare un po’ irriverente nei confronti delle nostre avversarie, ma siamo certi che a San Pietro Vernotico avranno l’intelligenza e il senso dell’umorismo per comprendere lo spirito scherzoso senza offendersi, se mai capiteranno su questo blog.
Io avrei lasciato anche la foto di prima, ma... gli ordini non si discutono.
Vedo che non mi è concesso buttare l'occhio sulle avversarie carine. Uffa...
Però, pensandoci bene, se non rimetto la foto che c'era prima, non si può cogliere appieno l'umorismo della cartolina che c'è adesso. Allora, la posso rimettere...?
NOTE:
Intercettazioni - 1^ parte
Non solo Prodi e la moglie (povero chi li ha spiati: due palle così...); non solo politici, finanzieri e uomini dello spettacolo. Anche la Palafiom è stata spiata da funzionari infedeli della Telecom e dai servizi segreti deviati. In particolare sono state intercettate le email che si scambiavano le giocatrici.
Questo blog pubblica in esclusiva le email intercettate per finalità misteriose e su mandato di entità al momento sconosciute (gruppi eversivi? Squadre avversarie?).
Tutte le atlete sono coinvolte.
Per motivi di spazio, la pubblicazione è divisa in due parti.
A proposito di foto...
Questo è un post temporaneo, destinato ad essere cancellato tra qualche giorno.
Non abbiamo neanche una foto decente ed a colori della Palafiom. Abbiamo più foto delle nostre avversarie che delle nostre beniamine e questo è assurdo!
L’uomo che vedete nella foto, le cui iniziali sono P. L., aveva garantito un proprio intervento per assicurare delle immagini, anche se relative ai play-off dello scorso anno, durante i quali ha scattato diverse fotografie (certamente di ottima qualità perché stiamo parlando di un esperto). A distanza di mesi, non mi ha ancora trasmesso nulla.
Lo voglio VIVO O MORTO !!!!!
Individuatelo, segnalatemi la sua presenza, sequestratelo e tenetelo a mia disposizione, insomma fate qualcosa!
E’ vero, potrei portare io stesso la macchina fotografica ad una partita, ma per il momento ho una modesta Kodak usa e getta. Una macchina più adeguata arriverà solo a fine novembre grazie ad una elargizione di mia sorella.
In più c’è un altro problema. In realtà non è un problema ma un’opportunità per far conoscere meglio la Palafiom agli appassionati. Forzaragazze.it mi ha rinnovato la richiesta di interviste alle giocatrici, oltre che di resoconti delle partite. Ma – e qui è il problema – non hanno senso interviste senza almeno una fotografia dell’interessata.
A proposito, ferma restando la necessità di un placet da parte del coach, le giocatrici sono disponibili ad essere intervistate per il mio blog e (se non dicono parolacce) anche per Forzaragazze.it?
PubblicitĂ ingannevole
La giocatrice con il numero 10 che vedete nella foto non gioca più nel Massafra. Con lei in campo la percentuale di vittorie della squadra, di qualunque squadra, è del 100%. Senza di lei la percentuale si abbassa allo 0%. Forse questa è la ragione per cui la sua immagine vincente viene ancora sfruttata.
Per vederla giocare bisogna recarsi sabato 4 novembre a Taranto, palestra della scuola “Alfieri”, dove alle ore 17 la Palafiom, ancora imbattuta, affronterà il Ceglie. La pallavolo di qualità è garantita.
... E risparmiate pure due euro.
Palafiom Taranto-Putignano 3-0
Sabato 21ottobre 2006 – Ore 17.00.
Marcello Presta è scaramantico. Dalla partita di domenica scorsa giungono due indicazioni chiare da questo punto di vista: bisogna sbagliare il primo servizio e deve entrare Silvia-chiudi-partita quando si gioca il match-point.
Anni fa, quando ero abbonato alla Magna Grecia, avevo studiato in modo scientifico la questione e ancora oggi, da bravo grafomane che conserva tutto, mi ritrovo gli appunti dell’epoca.
Elementi che portano bene sempre e comunque (alla Magna Grecia):
- Indossare la maglietta regalata agli abbonati;
- Fabiana Megan seduta vicino;
- Boban Kova? in campo (beh, questo era abbastanza scontato...);
- Paolo Leone, possibilmente con la divisa della Protezione Civile.
Elementi che solitamente portano bene:
- Fare le corna all’avversario in battuta;
- Arrivare in ritardo e parcheggiare lontano;
- Gli ex nelle squadre avversarie (Martinelli, Lassandro, ecc.);
- Carmine colpito da una pallonata durante il riscaldamento.
Elementi che solitamente portano sfiga:
- Vincenzo Di Pinto con la giacca marrone;
- Quando fuori piove;
- L’ex sindaco di Palagiano in tribuna (quello che da solo occupava cinque posti);
- Il delfino mascotte.
Elementi che portano indiscutibilmente sfiga:
- Gridare “Uno... due... tre...” durante la fase d’attacco;
- La diretta televisiva.
Per restare in tema, oggi scoprirò se andare a vedere le partite con la febbre porta bene o porta sfiga. Certo che, se c’è Urago, potrei farmi scrivere un certificato medico da spedire in ufficio lunedì. Farei un figurone: un certificato di malattia firmato dal direttore generale dell’ASL in persona...!
E rieccoci, dopo cinque mesi, nella palestra dell’ “Alfieri”. Schifo, fa sempre schifo; però devo riconoscere che un pizzico di commozione riesce a suscitarlo. Come non ricordare l’esaltante batteria di play-off dello scorso anno?
Dopo la partita di Lecce c’è stato uno strano traffico di magliette tra Desiree, Rossella e Michela. Desiree l’aveva prestata a Rossella prima della partita, Michela la pretendeva come trofeo (non le bastava la propria?), Desiree stava per mettersi a piangere a causa di questo sopruso e il coach ha dovuto dirimere la questione.
Quando si dice “attaccamento alla maglia”...
A proposito, chi è Desirée? Con quante “e” si scrive? Occorre l’accento sulla penultima “e”? L’accento dev’essere grave o acuto?
Beh, è troppo complicato; io la chiamerò Pinuccia. Anzi, Truciola, l’equivalente femminile di Enzo Avallone così come fu ribattezzato da Beppe Grillo. Truciolina.
Durante il riscaldamento Michela, sempre più discola, procura un ematoma ad un’avversaria.
In onore del Putignano, sede di un celebre carnevale, Sonia ha riempito i propri capelli di coriandoli colorati. Sembra la sorella di Bob Marley.
L’inizio dell’incontro è faticoso; forse le avversarie sono state sottovalutate.
Le nostre centrali giocano bene ma sono meno brillanti di domenica scorsa ed anche Alessandra è spesso bloccata dalla necessità di correggere ricezioni difettose. Si procede appaiati sino al 15 pari. Poi la Palafiom ha un guizzo e si porta sul 20-15. Sembra fatta, ma il Putignano rimonta. Un errore di Sonia ci porta sulla soglia del pareggio, ma poi lo stesso opposto rimedia con una bella schiacciata e il set è nostro.
Arriva il presidente in compagnia del responsabile del 118. “Caspita – penseranno a Putignano –, che apparato sanitario per una partita di serie C! Se tanto mi dà tanto, agli incontri di serie A1 che cosa c’è? Spostano tutto l’ospedale e lo piazzano vicino al palazzetto?”
Dal canto suo la squadra barese è tecnologicamente evoluta. Con un portatile annotano in tempo reale gli scout delle giocatrici. Credo che i dati su cui dovrà maggiormente riflettere l’allenatore siano gli 11 errori in battuta (a fronte di un solo ace) e le doppie. La Palafiom in battuta vanta 4 aces (compreso uno “sporco”) ma ha commesso 10 errori. Rossella, in particolare, non conosce mezze misure quando serve: 2 aces sono suoi, ma anche 4 errori.
Anche il secondo set inizia male e – sul piano della scaramanzia – la presenza di Barbara Gambillara risulta sospetta, ma poi il risultato finale premia la giovane funzionaria dell’Amministrazione Provinciale. Un arbitro estremamente fiscale non perdona la minima impurità nei tocchi delle putignanesi. Il turno in battuta di Alessandra è sempre provvidenziale e l’ennesimo errore avversario bilancia la serata storta del Bisonte (ben lontana dai 25 punti promessi perché abbandonassi il soprannome).
Nel terzo set la musica non cambia: continuiamo a farci del male. Errori in difesa e in attacco; coach Presta è alquanto nervoso. Ha ragione. Solo non capisco una sgridata a Clara nel secondo set dopo che la capitana si era fatta il mazzo per salvare un pallone.
Si scalda tutta la panchina, compresa Ivana (e questa è la più bella novità della serata).
L’unica svolta positiva nella prima parte del terzo parziale ha un protagonista inedito: il ragazzo addetto al segnapunti. Si sposta alla sinistra del cartello consentendo ai tifosi di leggere l’evoluzione del risultato. Anche questa volta è a partire dal 15 pari che le tarantine compiono lo scatto decisivo. Michela sale in cattedra e mette a terra i punti decisivi.
Fra l’altro mi chiedo cosa faccia Michela nella vita (la maestra d’asilo? La baby-sitter?) visto che i bambini che mi chiedono di suonare la trombetta sono tutti tifosi personali della nostra schiacciatrice e non è la prima volta che all’”Alfieri” mi capita di sentire incitamenti alla numero sette da parte di bambini piccoli.
Quelli di stasera giocano per tutto il tempo col Game Boy, fregandosene altamente della partita. Poi, attratti dalla trombetta, mi indicano Michela e mi chiedono di suonare.
“Quando fanno punto le giocatrici vestite di blù, vi faccio suonare, bambini”.
“No, deve fare punto Michela!”
Manco a farlo apposta è il nostro martello, come spesso succedeva già l’anno scorso, a togliere le castagne dal fuoco: 25-18 nel terzo set; 3-0 il risultato finale.
Però ho l’impressione che sul piano del gioco sia stato un passo indietro rispetto alla bella prestazione di Lecce. La Palafiom trasmette una sensazione di superiorità in base alla quale si percepisce che finirà comunque col vincere le partite. Ma stasera questa percezione (percezione per i tifosi; forse è consapevolezza per le giocatrici) non sarebbe bastata senza l’impressionante serie di doppie fischiate alle putignanesi. E rischia di non bastare sabato prossimo a San Pietro Vernotico, dove affronteremo la prima seria candidata alla promozione, il cui risultato è ancora sconosciuto perché devono giocare il... Sunday Night in diretta su Sky.
Forse a San Pietro Vernotico non potrò andare a causa di impegni di lavoro che si protrarranno fino al sabato pomeriggio.
Fate di tutto per tornare vittoriose, ragazze. Mi raccomando, cercate di vincere senza tie-break perché c’è un record da superare. Portate a casa tre punti.
E, visto che vi trovate, portatemi pure una foto con dedica della numero nove di San Pietro.
Domani, intanto, è la giornata mondiale delle missioni. In tutte le chiese di Taranto, durante l’offertorio, saranno distribuiti soldi ai fedeli.
In qualità di tarantino e di dissestato, desidero ringraziare il Burkina Faso, la Somalia, il Bangladesh e tutti i paesi in via di sviluppo che hanno donato contributi caritatevoli alla città di Taranto e ad altri popoli colpiti da catastrofi naturali quali carestie, tsunami e giunte Di Bello.
Precisazioni
Oggi sono successe cose strane e non previste. La forza del web è andata oltre le mie aspettative. Quello che doveva essere un blog ad uso e consumo dell’ambiente della Palafiom è stato notato sia dal meritevole sito Forzaragazze.it e sia dai... ehm... dagli amici di Massafra.
Intanto voglio fare una precisazione doverosa. Io non sono un tesserato della Polisportiva Palafiom, ma un tifoso. La società non è dunque responsabile in alcun modo di quello che scrivo.
Per quanto riguarda gli “amici” di Massafra che hanno inviato messaggi offensivi nei confronti delle giocatrici tarantine (non visibili perché li ho censurati), il mio atteggiamento è stato mutevole.
All’inizio ho semplicemente attivato il filtro per bloccare i messaggi (che quindi - questo ora vale per chiunque - non saranno più pubblicati automaticamente ed immediatamente, ma bisognerà attendere che io mi colleghi al computer e conceda “un nulla osta”) e ho pensato che la questione fosse chiusa in questo modo. Il blog è mio – ho pensato -, ci scrivo quello che mi pare e ci scrive solo chi voglio io. Gli insulti personali alle giocatrici non sono ammessi.
Poi ho fatto autocritica.
Ho pensato che la stessa irritazione da me sperimentata nel leggere offese personali alle giocatrici tarantine l’avrebbero provata anche le avversarie per le quali io, per primo, ho espresso giudizi – diciamo – assai poco eleganti. Chi mi conosce sa che i miei commenti vogliono essere goliardici, ironici e che l’aggressività non è propriamente una mia caratteristica. Ma chi non mi conosce, però, può non cogliere questo spirito. E non per colpa sua, ma per colpa mia.
Allora ho applicato il principio evangelico di non arrecare al prossimo quelle offese che possono infastidire te.
E ho dato una “ripulita” al blog. Per carità, c’è sempre Bin Laden che minaccia Massafra, continuano ad esserci parecchi riferimenti al famoso quarto set di Massafra-Palafiom 3-2, ma spero di aver ricondotto tutto ad una sana, magari spassionata e sfrontata, rivalità sportiva. Un po’ sul modello del compianto interista Peppino Prisco. Se qualcosa ancora non va e degenera nel cattivo gusto, sono pronto ad apportare altre correzioni. Se mi viene chiesto con garbo.
Qualcuno può leggerlo come un cedimento. Chissà. Io, però, la considero una sfida a confrontarsi con ironia e sarcasmo (che rimangono), ma senza degenerare nella volgarità (che, per quello che mi riguarda, spero di aver cancellato; allo stesso modo, non sarà ammessa da terzi). Un gradino verso il buon gusto.
La visibilità sul web mi pone, a questo punto, un problema anche con le giocatrici della Palafiom. Un conto è scrivere per diletto e per divertimento cose che restano tra pochi intimi, un altro conto è divulgare notizie e particolari che qualcuno magari preferirebbe tenere in un ambito limitato. Forse sarebbe stata più utile una rete telematica ristretta (Intranet-Palafiom...), ma questo non è tecnicamente possibile. O tutto il mondo o nessuno. Quindi chiunque, dalla Palafiom o da eventuali altre società, può chiedermi, anche in privato, di eliminare parti la cui divulgazione non è gradita.
Per quanto riguarda la richiesta di Forzaragazze.it, io penso che sia opportuno, anzi forse è doveroso, collaborare con chi offre quotidianamente e gratuitamente aggiornamenti e notizie utili agli appassionati di pallavolo della nostra regione.
Lecce-Palafiom Taranto 1-3
Domenica 15 ottobre 2006 – ore 18.00.
La prima partita di ogni campionato ha sempre un fascino particolare. C’è il gusto della scoperta dei nuovi acquisti e il piacere di rivedere gesti a cui ci si era affezionati. C’è l’incertezza: come siamo quest’anno? Più forti o più deboli?
La Palafiom, però, ha molto da perdere e poco da guadagnare. La squadra era già forte ed i margini di miglioramento ristretti. Serve semplicemente continuità con il passato.
Fra qualche ora sapremo la verità. Sapremo se la Palafiom è la stessa grande squadra della scorsa stagione, in grado di vincere con chiunque e magari di dominare il campionato. Oppure sapremo se il giocattolo si è rotto, se l’anagrafe per qualcuna inizia a diventare un peso, se le “piccole” sono ancora acerbe, se sono diminuite le motivazioni, se le nuove tesserate non sono all’altezza delle atlete che hanno lasciato la squadra e se ci attende quindi un campionato diverso.
Ancora qualche ora.
Il calendario ha messo subito a confronto i due capoluoghi di provincia presenti nel girone, Taranto e Lecce. Il guaio, però, almeno sulla carta, sarà l’ultima giornata: Taranto affronterà il Tuglie in trasferta.
Il Corriere del Giorno, alla vigilia dell’avvio del campionato, ha dedicato mezza pagina alla Tempesta con foto, elenco delle giocatrici ed intervista, e soltanto un piccolo trafiletto alla Palafiom. [1] Se continua così, il quotidiano locale sarà iscritto nella mia lista nera accanto al Massafra. Cosa sono ‘ste discriminazioni? Ora la Tempesta inizia a starmi sulle palle.
Ieri, comunque, le “cugine” hanno regolato il Trepuzzi (3-0) in una partita molto incoraggiante. Soprattutto per la Palafiom.
Vado a Lecce grazie ad un passaggio della signora Mary, la moglie del presidente. Giovane, bella e simpatica, quando la vidi per la prima volta sugli spalti del palazzetto di Massafra pensai che fosse la figlia di Urago o l’amante o una giocatrice fuori rosa, invece è proprio la moglie.
Bisogna vincere stasera e poi sabato prossimo e poi tutte le partite del campionato. Forse che solo il Massafra è in grado di finire un campionato imbattuto? Anzi, per dare uno schiaffo morale, la Palafiom quest’anno vincerà tutte le partite senza neanche un tie-break! Alla faccia loro.
Le maglie delle ragazze sono quelle dell’anno scorso. Non hanno fatto in tempo ad ordinare le divise di gioco nuove e quindi, per il momento, riciclano quelle vecchie. Le avranno lavate e stirate al ritorno dalla Sicilia, spero.
La città di Lecce non mi ha mai entusiasmato, pur riconoscendo il fascino delle chiese barocche del centro e pur apprezzando il fermento culturale degli ultimi anni. A Lecce, secondo me, manca l’acqua. Non l’acqua dei rubinetti, ma una presenza idrica significativa dentro o accanto alla città. Non c’è il mare, non c’è un fiume, non c’è un lago, e le città senza un elemento d’acqua come quelli citati è come se fossero prive di un punto di riferimento.
La zona della palestra dell’Azzurra ’85, l’odierna avversaria, non è peraltro delle migliori. Ben vengano, dunque, società sportive che rappresentano una risorsa positiva ed aggregante per un quartiere come questo. All’interno della palestra ci sono decine di bambini del minivolley che posano con la prima squadra per la foto ricordo. Poi, per nostra fortuna, vanno via; altrimenti avrebbero certamente fatto un tifo infernale.
La palestra è persino peggio di quella della scuola “Alfieri”; in compenso il clima è molto civile e possiamo accomodarci su sedie vere, in “zona curva”. Con me ci sono la mamma di Simona e il padre di Valentina.
Trombetta c’è.
Prima di accomodarmi avevo avuto modo di conoscere le nuove giocatrici della Palafiom e in particolare la massafrese, che ha avviato positivamente il proprio percorso di reinserimento sociale. E’ simpatica, devo ammettere. Però è sempre massafrese e quindi permane la necessità dell’esorcismo.
Una delle nuove ragazze porta in testa una merceria (almeno una dozzina di fermacapelli).
C'è poi una giocatrice bielorussa con i caratteristici tratti somatici della sua gente: Clara Klementovski.
La signora Mereu mi dà una brutta notizia: se è vero che non ci sono più due Alessandre, adesso ci sono due Silvie (la centrale ed una ragazza proveniente dal vivaio). A quest’ultima bisognerà trovare un soprannome.
A proposito di Silvia Buso, scopro che è la figlia del mitico portiere del Taranto degli anni Settanta, la squadra che sembrava proiettata verso la storica promozione in serie A prima che il destino le portasse via l’indimenticato Erasmo Jacovone. Mi fa un certo effetto pensare che è già passata una generazione: da bambino vedevo Buso-padre allo stadio, adesso vedo Buso-figlia sul parquet.
Silenzio, si gioca.
La prima palla del primo set della prima partita del campionato la serve Michela.
Fuori.
Accum’nzàme bbuèn...
Diciamo che è stato una specie di sacrificio rituale per ingraziarci gli dei della pallavolo.
Le leccesi, una possibile rivelazione del campionato, partono benissimo: la difesa è ottima, gli attacchi micidiali e le padrone di casa prevalgono nettamente nei duelli a rete (quattro muri vincenti contro uno nel primo parziale).
Bisogna dire che la Palafiom ha avuto un’attività di precampionato non ottimale e le condizioni di salute delle ragazze sono alquanto precarie: Ivana ha problemi alla spalla e non può ancora scendere in campo, Rossella è stata ferma per un anno, Simona ha problemi al polso, Sonia al ginocchio, Clara all’orecchio (visto che non si accorge della trombetta; novanta chilometri pe’ nijnd’...), Michela al colon...
Mancano soltanto il morbillo, le emorroidi e la peste bubbonica; per il resto la squadra sembra un dizionario medico ambulante.
Lecce conduce per 15-10 e Taranto, pur giocando in modo accettabile, non riesce a reagire adeguatamente. Non commette errori vistosi ed anzi Alessandra dimostra subito di essere in serata di grazia, però gli attacchi sono a salve. Merito soprattutto di un Lecce sorprendente.
I tifosi locali cantano il bel ritornello di Kalinitta ed agitano un campanello; le atlete salentine ricambiano con un finale di set travolgente: 25-16.
“Un mattino scuro non significa brutta giornata” recita il Calendario di Frate Indovino. [2]
Il secondo set sembra più equilibrato, ma Lecce continua a giocare meglio e si porta in vantaggio. Le tarantine comunque stanno crescendo: Alessandra distribuisce palloni in modo magistrale, il Bis... – ehm - Sonia prende le misure, Michela inizia a fare male, Clara garantisce sicurezza in attacco e in difesa, Simona è concentrata e reattiva.
E al centro stanno per iniziare i fuochi d’artificio di Silvia e Rossella.
Una palla dubbia e delicata viene assegnata con una certa benevolenza alla Palafiom, poi Michela e Sonia perfezionano il sorpasso (18-16). E’ la svolta decisiva del match. Il turno in battuta di Alessandra ci porta sul 22-17 e poi si tratta di amministrare il vantaggio fino al 25-18.
Ivana trova il modo di rendersi utile anche dalla panchina: prima offre a coach Presta... dettagliate osservazioni sull’assetto difensivo delle leccesi, poi, nell’intervallo tra il secondo e il terzo set, dà una pacca portafortuna nel... punto giusto a tutte le compagne.
E’ la prima volta che assisto ad una partita della Palafiom dal fondo del campo. Le battute che arrivano sono impressionanti e la mia ammirazione per le ragazze aumenta. Solo per il fatto di raccogliere e di domare certe bordate, senza fuggire sul tetto come avrei fatto io, meritano il viaggio in crociera promesso dallo sponsor.
Da fondo campo, inoltre, si possono apprezzare le geometrie di Alessandra, che stasera gioca la migliore partita che io ricordi. Non solo sua. Dico proprio la migliore partita che un palleggiatore abbia mai giocato nella storia della pallavolo di tutti i tempi.
Entrambe le squadre utilizzano soluzioni offensive differenziate; nella partita di ieri della Tempesta, invece, sembrava che gli opposti avessero una funzione meramente ornamentale visto che le locali e il Trepuzzi attaccavano da posto quattro in modo ossessivo.
Nel terzo parziale emerge la qualità delle centrali. Finalmente vediamo dei muri vincenti proprio mentre crollano le barriere salentine (la progressione nei quattro set la dice lunga: 1,1,4,3 muri per Taranto; 4,2,0,0 per Lecce). Poi affondiamo con i primi tempi di Silvia e Rossella. In questa partita ne mettono a terra più di quanti sia riuscita a realizzarli la squadra nell’intero campionato scorso. Rossella ha talento. Pur non avendo il classico physique du rôle da centrale, la piccina si rivela uno splendido acquisto. E Silvia una splendida conferma.
La difesa leccese, però, continua a reggere e la loro ricerca del mani-fuori è spesso coronata da successo. Sono in vantaggio per 7-6. Michela commette un erroraccio, ma poi rimedia da sola con due schiacciate devastanti. Torniamo in vantaggio (18-17) e in una fase delicata dell’incontro torna a servire Alessandra, dopo averci deliziato con il secondo tocco quotidiano. Sono buone abitudini che non bisogna perdere. La palleggiatrice conferma di trovarsi in uno stato di forma ammirevole e ci conduce fino alla vittoria del set: 25-18.
Lecce parte bene nel quarto set (3-1), ma ormai la Palafiom ha trovato i propri equilibri. Muri, aces e pallonetti ci portano sull’ 8-4. Addirittura raggiungiamo il massimo vantaggio di 21-12, sinceramente ingeneroso per le leccesi, che cedono sul piano emotivo dopo aver disputato un incontro di buon livello.
Coach Presta decide di dare spazio alle giovani risorse: entrano Valentina e Silvia 2. La Moro, che pure ha dimostrato in passato di saper stare in campo con padronanza e personalità, pesca una ricezione da “ritenta, sarai più fortunata”. La seconda Silvia, invece delle videocassette delle avversarie, deve aver rivisto più volte la serie completa de Il Padrino: sapendo di avere un solo pallone a disposizione prima che finisca la partita, intima ad Alessandra di passarglielo. La palleggiatrice cede al racket delle estorsioni di passaggi e Silvietta, schiacciando la palla-match, si costruisce il soprannome per distinguersi dall’omonima Buso: “Silvia-chiudi-partita” (il copyright è della mamma di Simona).
Il set termina sul 25-17 e coach Presta può essere soddisfatto. Prendere punti su questo parquet non sarà facile per nessuno. In condizioni di salute precarie, senza Ivana e con Sonia a mezzo servizio, la squadra ha dimostrato di poter fare molta strada. Cosa saranno in grado di fare quando guariranno da calli ossei, tendiniti, infiammazioni, intestini irritabili, sordità, ecc.?
Massafra ha perso 3-0 la prima partita del campionato di serie B2.
Così. Per la cronaca.
NOTE:
(1) SPALLUTO, L., Tempesta Taranto, un marchio di garanzia, “Corriere del Giorno”, 13 ottobre 2006, pag. 22.
(2) FRATE INDOVINO 2007, Frate Indovino OFM Capp. “Rifugio Francescano”, Perugia, 2006, pag. 16.





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