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Maxi-operazione contro il narcotraffico: bloccate tonnellate di eroina in viaggio verso l'Europa

di skanderbeg69 (17/05/2008 - 13:57)

E’ il più colossale sequestro di droga di tutti i tempi: tonnellate di eroina destinate ai mercati europei, italiani in particolare, sono state sequestrate dal Nucleo Antinarcotici della Polizia di Stato.

Al centro della delicata operazione un gruppo slegato dai tradizionali sodalizi criminali, ma pronto a fare concorrenza a mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona grazie ai propri terminali internazionali.

Herat-Taranto-Modica. Questo era l’asse lungo cui si sarebbe sviluppato lo smercio dell’eroina, ma erano già pronti canali di smistamento nella provincia orientale di Taranto (Fragagnano, Lizzano, Manduria), in Lombardia (Cremona) e in Nordeuropa (Stoccolma).

Un insospettabile medico italiano curava la fase della coltivazione e della raccolta direttamente in Afghanistan. Periodicamente l’eroina viaggiava verso Taranto dove veniva depositata e confezionata in un palazzetto dello sport nel rione Salinella. Un contatto dell’organizzazione di narcotrafficanti provvedeva al mercato siciliano utilizzando un deposito a Modica e ponendosi in posizione concorrenziale con i clan di Cosa Nostra.

Il responsabile del Nucleo Antinarcotici ha spiegato ai giornalisti i particolari dell’operazione denominata “Time-out” nel corso di una conferenza stampa: “E’ stato necessario ricorrere a strumenti di indagine molto sofisticati, nonché alla collaborazione delle polizie di stati esteri. Il clan di narcotrafficanti operava con grande determinazione, sfruttava contatti internazionali e faceva dell’apparente estraneità ai circuiti malavitosi tradizionali la propria arma micidiale. Con molta onestà dobbiamo riconoscere che ad aver avviato le indagini sono state, paradossalmente, confidenze provenienti da Cosa Nostra e dal cartello colombiano di Medellin, disposti a collaborare con noi pur di bloccare sul nascere un pericoloso concorrente nel mercato della droga.”

L’elemento in comune degli indagati è l’appartenenza, attuale o pregressa, ad una società sportiva, la Palafiom Taranto. Sembra che il narcotraffico fosse per loro uno strumento di autofinanziamento per le attività agonistiche. Ha colpito in proposito l’affermazione di un loro esponente al momento dell’arresto; dopo essersi complimentato con le forze dell’ordine, ha esclamato:

“Avete idea di quanto costi mantenere una squadra in B2...? Beh, io sì. E ne sa qualcosa pure il presidente dell’Eurobios. Infatti gli avevamo proposto di entrare nel giro, ma non ha voluto...”

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Parola di boy (talent) scout

di skanderbeg69 (16/05/2008 - 13:19)

Ogni tanto mi fa piacere andare a vedere partite di serie C.

Quando comunico a Marcello le mie visite, il nostro coach talvolta mi chiede un parere in merito. Ho l’impressione, però, che l’allenatore rossoblu non si fidi molto delle mie valutazioni tecniche ed ho anche notato che la sua richiesta di informazioni è formulata ogni volta in modo diverso. Ho individuato almeno quattro tipologie di richieste.

Si è partiti dalla richiesta generica per passare poi alla richiesta nominativa e quindi alla richiesta centrata sul ruolo e infine a quella centrata sulla statura.

Esaminiamole nel dettaglio.

La RICHIESTA GENERICA corrisponde alla domanda: “Come hanno giocato? Chi hai notato?”

Evidentemente le mie risposte non hanno convinto il coach perché, dopo la prima volta, non ha più formulato quelle domande. Diciamo che il suo scetticismo è stato anche confermato da espressioni come “Si vede che non capisci una mazza di pallavolo” oppure “Non hai ancora capito chi giocava da opposto... Eppure sono tre anni che tento di spiegarti la differenza tra opposto e schiacciatrice”.

Poi si è passati alla RICHIESTA NOMINATIVA: “Come ha giocato Tizia?”

Non faccio nomi per rispetto alle interessate e soprattutto alle nostre rossoblu, colleghe di ruolo di Tizia, visto che il quesito è tendenzioso (e sottintende: “chissà che per l’anno prossimo non ci si faccia un pensierino...”). Puntualmente tutte le atlete che interessano il coach non giocano perché sono infortunate...

Quando poi Marcello è incavolato per la prestazione di qualche nostra giocatrice, si passa alla RICHIESTA CENTRATA SUL RUOLO. Il coach si informa solo sulle atlete che rivestono uno specifico ruolo: “Come hanno giocato le centrali/le laterali/l’opposta/la palleggiatrice?” Li dico tutti così fughiamo ogni sospetto...

Soltanto dei liberi non mi chiede mai nulla; probabilmente perché in Palafiom è per tradizione il ruolo coperto più stabilmente...

L’ultima volta, forse perché condizionato dal derby di A1, mi ha posto una domanda che non mi aspettavo, la RICHIESTA CENTRATA SULLA STATURA: “C’erano giocatrici alte?” A prescindere dalla qualità.

Come a dire: puntiamo sul materiale grezzo; poi si pensa a trasformare l’ammasso di centimetri in giocatrici talentuose...

Speravo che i play-off potessero rappresentare l’occasione per qualche altra visita di cortesia, ma purtroppo, per quello che mi riguarda, la stagione è finita. Le mie squadre preferite, Ceglie e San Pietro Vernotico, sono prematuramente uscite di scena. Beh, del Ceglie ho assistito a tre vittorie su tre partite; se poi viene spostata la data della partita all’ultimo momento non è colpa mia... Comunque, forza Valentina!

Da San Pietro mi sono tenuto a distanza vista la diffida che ho ricevuto da una delle giocatrici preferite dal nostro coach. Con il deludente e inspiegabile risultato dei play-off, quindi, non c’entro niente. Resto in attesa di sapere quando scade la diffida e con l’occasione saluto la numero uno, la diffidatrice, la mitica Corvino (di lei mi chiedeva Clara) e tutto il resto.

Ora le preghiere sono rivolte a Sant’Oronzo e a Santa Fefa perché salvino l’Azzurra Lecce. In bocca al lupo, ovviamente, anche all’Oria e all’Ugento, ma intanto parte l’invasione della Campania e poi per quest’anno abbiamo finito.

Non so se riuscirò a rifare il fumetto dell’estate. L’idea ci sarebbe; e anche i testi e il titolo (Viaggio a Herat). Il problema è il tempo per oltre 100 disegni...

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Dissesto: la Di Bello non c'entra; è tutta colpa di Pino Russo

di skanderbeg69 (13/05/2008 - 17:34)

In questi giorni si susseguono le udienze per il processo sui bilanci falsi del Comune di Taranto.

Chi ha provocato il buco di 900 milioni di euro?

Chi aveva il compito di vigilare e non l’ha fatto?

Chi ha mentito facendo credere ai tarantini che la situazione finanziaria fosse sotto controllo?

L’ex-sindachessa Rossana Di Bello, interrogata in tribunale, ha dichiarato di non sapere nulla. Toccava ai funzionari predisporre i bilanci e monitorare il disastro finanziario, non al sindaco. [1]

Delle due l’una: o mente oppure è inadatta al ruolo di amministratrice visto che non sa leggere i bilanci o non riesce a capirli quando glieli spiegano. Perché qualcuno glieli avrà pure spiegati.

Il sindaco di Statte, Angelo Gigante, buonanima, era un operaio, una persona semplice; non era laureato come la Di Bello. Eppure, non passava una spesa di 100 lire senza che chiedesse il perché e il percome. Non c’era un capitolo di bilancio che passasse inosservato ai suoi occhi indagatori. E i bilanci di Statte, infatti, erano sempre limpidi e in pareggio.

Michele Tucci, ex-vicesindaco e coimputato, ha detto più o meno le stesse cose della Di Bello.

Luigi Lubelli, responsabile del Settore Risorse Finanziarie del Comune, ha detto che lui non poteva sapere: “Per il ruolo che rivestivo non potevo essere al corrente dei debiti che il Comune aveva con l’Amat e l’Amiu. Le mie competenze erano altre”... [2]

Ai politici no, ai funzionari no; ma allora a chi cavolo competevano i bilanci?!

Al posteggiatore di piazza Castello...?

La fortuna nostra (sfortuna loro) è che a Taranto non è morto nessuno. Nella Milano di Tangentopoli, appena morì Vincenzo Balzamo, tesoriere del PSI, tutti riversarono le colpe dei finanziamenti illegali ai socialisti su di lui, che ormai non poteva più difendersi. Quel decesso fu una manna dal cielo per tutti gli sciacalli.

 

“Il 2 novembre, [Vincenzo Balzamo] muore d’infarto. Craxi, al funerale, incolpa subito i magistrati del pool (“Vincenzo è morto sotto il peso di una criminalizzazione ingiusta”). Contemporaneamente, però, sul tesoriere ormai irraggiungibile dalla giustizia umana vengono dirottate molte accuse di finanziamenti illeciti al PSI. Il primo ad approfittarne è proprio Craxi, il quale si affretta a ribadire che era il segretario amministrativo a occuparsi di tutta le gestione finanziaria”. [3]

 

In realtà, buona parte del malloppo nelle casse del PSI non c’è neanche arrivata perché è rimasta nei conti svizzeri dei prestanome della famiglia Craxi (altro che “rubare per il partito”...).

Se incontro per strada il preside del Quinto Ennio che tre anni fa invitò Bobo Craxi a parlare agli studenti, gli sputo in un occhio... Educazione all’illegalità.

Ma torniamo a noi. Insomma, a Taranto di chi è la colpa del dissesto? Chi avrebbe dovuto sapere?

Dagli atti processuali emerge una nuova pista che porta dritto al d.j. della Palafiom Nati a Taranto Volley, Pino Russo. E’ sua la colpa di tutto.

  Sembra che in una notte del dicembre 2005 la Di Bello stesse portando il cane a cacare in via Massari.

Non aveva la paletta. Cercò nelle tasche del cappotto, ma rinvenne soltanto la delibera di bilancio. Essendo una donna di classe, reputò inopportuno usare quell’importante atto amministrativo per pulire il marciapiede.

Allora, la sindachessa bussò alle porte del Siddharta chiedendo se avessero della carta o una busta di plastica.

Pino Russo, non riconoscendola, acconsentì ed offrì alla Di Bello della carta igienica. Il caso volle che purtroppo la sindachessa dimenticò la delibera del bilancio nel locale.

Lì c’era la contabilità del Comune di Taranto. Da lì avrebbe potuto emergere la grave situazione finanziaria e forse si sarebbe potuto ancora fare in tempo a rimediare.

Ma Pino si comportò da irresponsabile ed usò la delibera come tovagliolo per i clienti.

Un perito del tribunale ha, infatti, riscontrato tracce di sugo di orecchiette mantecate riconducibili, senza ombra di dubbio, alla cucina del Russo.

 

NOTE:

(1) RIZZO, G., “Il deficit? Non potevo sapere”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 8 aprile 2008, pag. 5.

(2) RASCHILLA’, E., “Il dissesto? Si poteva evitare”, “Corriere del Giorno”, 15 aprile 2008, pag. 7.

(3) BARBACETTO, G., GOMEZ, P., TRAVAGLIO, M., Mani pulite. La vera storia, Editori Riuniti, Roma, 2002, pagg. 75-76.

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Come d'incanto

di skanderbeg69 (11/05/2008 - 18:16)

Francioso santa subito.

Non tanto per aver offerto, con le sue schiacciate, un contributo decisivo alla vittoria della Coppa d’Oro per la sua Azzurra Molfetta.

Anzi, ad essere sincero, prima della partita io speravo in una vittoria del Tuglie.

Francioso santa subito per altri motivi. Lei li conosce.

Si sostituisca il patrono di Taranto con questa giocatrice; venga  portata in processione lungo il canale navigabile.

Era dal 17 maggio 2006 che attendevo questo momento. Ormai iniziavo a dubitare dei miei stessi ricordi, iniziavo a credere che quella della palestra dell’Alfieri fosse stata una visione.

Quello fu, in verità, un incontro ricco di visioni paradisiache, alcune delle quali si sarebbero poi materializzate nei mesi seguenti dandomi conferma che si trattava di persone in carne ed ossa.

Ma non la visione più incantevole.

Avevo perso ogni speranza; credevo che fosse stata un’apparizione metafisica, uno scherzo della mente e della memoria, finché ieri sera è finalmente ricomparsa nel suo immutato splendore.

E poi la Francioso ha fatto quello per cui le sarò grato per tutta la vita.

Avrei dovuto predisporre una cronaca della partita, ma non posso. La mente era in subbuglio e conservo solo ricordi frammentari.

Prima di entrare nel bel palazzetto di Gioia del Colle, quando cioè ero ancora lucido, ho notato la scritta che ho fotografato e che mostro di seguito:

La Palafiom giocò a Gioia tre anni fa. Michela c’era. Ne sa niente di questa scritta...?

Passiamo ai ricordi frammentari, cominciando dalla Coppa d’Argento (Bisceglie contro Corsano; mi pare che abbia vinto il Bisceglie).

Anche il Corsano, al pari del Trani, ha un motivational counselor.

Katia Accogli in serie D è stato un crimine contro l’umanità.

Coppa d’Oro.

Sugli spalti, in rappresentanza della serie B1, c’è Paola Cesario, che però non ha voluto raccontarmi un segreto. Una rettifica, più che altro.

La signora Matera ha dato uno schiaffetto ad una sua giocatrice. Forse è quello di cui avrei avuto bisogno anch’io per rinvenire.

Comunque, l’allenatrice dell’Azzurra Molfetta mi sembra una donna precisa: quando fornisce spiegazioni alle proprie atlete è esaustiva ed anche se il gioco riprende, lei prosegue finché non completa il concetto.

Dall’altra parte, invece, Scanferlato è il solito vulcano in eruzione.

La panchina del Tuglie è caratterizzata dalla serenità grazie ai perenni sorrisi di una giocatrice. Dovrebbe essere sempre così.

Non riesco ad interpretare il tatuaggio sul braccio della Isceri. Così, da lontano, mi sembra una macchia del test Rorschach.

L'incontro è spettacolare. Due belle squadre, complimenti.

La Coppa d’Oro l’ha vinta l’Azzurra Molfetta dopo una partita troppo breve. Bisogna cambiare il regolamento: almeno nove set su diciassette ed abolizione del rally point system. Perché questa partita è già finita? Perché dobbiamo lasciare questo palazzetto?

 “E’ uno di quei momenti perfetti della vita, quelli che vorresti fermare e mettere da parte, tenere sempre in tasca e portarti dietro per l’inverno dell’anima”. [1]

Ultima osservazione. Quando la Palafiom contese il trofeo regionale al Manfredonia l’anno scorso c’era soltanto la coppa per i vincitori; ieri c’era anche quella per la squadra sconfitta.

Cos'è quest'ingiustizia? Ora vogliamo gli arretrati.

 

NOTE:

(1) BANDINI, G., Il bacio della tarantola, Newton Compton, Roma, 2006, pag. 132.

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A Scafati il trofeo Bin Laden

di skanderbeg69 (10/05/2008 - 11:11)

Il trofeo Bin Laden finisce a Scafati, dominatrice dello speciale torneo sin dalla 2^ giornata, quando a Potenza, “nel corso del 3° set, a gioco fermo, uno spettatore lanciava in campo un piccolo oggetto sferico che colpiva il primo arbitro ad una spalla; lo stesso spettatore, inoltre, proferiva frasi offensive all’indirizzo del direttore di gara.”

Il piccolo oggetto sferico - da quanto si è appreso – era uno smartie.

L’esito finale della competizione non era affatto scontata, tenuto conto dello spareggio-salvezza ad altissima tensione che si è disputato al tensostatico di Ostuni e che avrebbe potuto favorire la rimonta del Centro Ester Napoli.

Ovviamente sono molto contento per la salvezza conquistata dalla formazione di coach Solombrino e rinnovo le mie congratulazioni alla mitica Fenomena, a Federica (che merita un monumento per come ha giocato domenica), alla splendida Morena e ad una squadra tutta cuore che nel 2^ set è stata capace di rimontare 6 punti sul 17-23.

Però colgo l’occasione per spendere ancora una volta parole d’ammirazione per un Centro Ester che, come al solito, ha lottato con furore e che, anche domenica, ha saputo riaprire il discorso salvezza, peraltro in un contesto ostile. Non so sulla base di quale fantasia un quotidiano locale abbia avuto l’ardire di scrivere che l’Ostuni “si ritrova di fronte un Napoli demotivato e spento, ormai condannato alla retrocessione. Ed infatti i brindisini rispettano il pronostico: vittoria facile facile (!!!) all’Ostuni”...

Nello sport succede anche che giocatrici fino a quel momento encomiabili commettano un paio di errori, solo un paio di errori, ma nel momento meno indicato. E l’obiettivo sfuma. Beh, però, il talento e il carattere rimangono; si ripartirà da quelli.

Chiusa la parentesi, torniamo al torneo Bin Laden.

In assenza di multe all’ultima giornata, la classifica finale è la seguente: Scafati 1.350,00 euro; C.Ester Napoli 905,00; Lanciano 300,00; Trani 280,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Massafra 150,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Palafiom Taranto, Potenza e Valenzano 0.

I provvedimenti a danno di tesserati (ammonizioni, diffide, sospensioni e squalifiche), tracciano una classifica completamente diversa: Salerno 7; Trani 5; Aversa 4; C.Ester Napoli, Manfredonia e Massafra 3; Orion Napoli 2; Palafiom Taranto e Potenza 1; Lanciano, Manoppello, Ostuni, Scafati e Valenzano 0.

Le squadre completamente “pulite” sono dunque soltanto tre: Manoppello, Ostuni e Valenzano, con le baresi evidentemente campionesse di stile oltre che di pallavolo.

Per la cronaca, il provvedimento individuale della Palafiom è l’ammonizione a Sonia Tinelli nel derby con il Massafra. Un urlettino agonisticamente significativo che però ci ha macchiato la fedina penale...

A grande richiesta, comunque, visto che siamo in tema di bilanci finali, abbiamo monitorato l’evoluzione del buco nel calzino del nostro valente opposto.

Curiosità: solo il 39% dei provvedimenti a carico di tesserati riguarda atlete; ad essere più indisciplinati sono dunque dirigenti e allenatori. Beh, indisciplina è una parola grossa se pensiamo che tra gli ammoniti ci sarebbe anche Sasà, reo di aver sorriso...

Lo zero di Scafati sembrerebbe indicare una spaccatura tra le intemperanze del pubblico e il comportamento impeccabile dei tesserati. Però sappiamo bene che... insomma... lo spettatore misterioso che talvolta... bah, non voglio dire niente...

  Riguardo la citata multa di 290 euro in Potenza-Scafati c’è un giallo: pare che non sia stato... lo “spettatore” scafatese a lanciare gli smarties all’arbitro bensì un ragazzino lucano. Resterà uno dei misteri irrisolti d’Italia, come la strage di Ustica, come il giallo di via Poma, come l’origine dei soldi di Berlusconi, come le reali strategie politiche di Gaetano Carrozzo.

A gridare allo scandalo, però, è la Palafiom, ignorata in questa settimana dal giudice federale nonostante il vistoso e documentato lancio di oggetto in campo. Il sacrificio di Winnie the Pooh, che si è immolato per la società, è stato ignorato da una Federazione ingiusta e senza cuore. E’ una vergogna!

A Scafati 290 euro di multa per uno smartie; noi abbiamo lanciato un pupazzone grosso quanto tremila smarties e non ci hanno neanche diffidati...

E vabbè; vorrà dire che l’anno prossimo, per andare sul sicuro, useremo metodi più cruenti...

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Clamoroso: il giudice sportivo ci condanna alla serie C!

di skanderbeg69 (08/05/2008 - 11:00)

Doveva essere solo una goliardata, ma il lancio di Winnie the Pooh è costato caro alla Palafiom Nati a Taranto. Il giudice sportivo è andato giù pesante: multa di 1.000 euro, sconfitta a tavolino ed ulteriori 10 punti di penalizzazione, per effetto dei quali le rossoblu scendono a 22 punti. Questo vuol dire retrocessione in compagnia di Centro Ester ed Aversa. Salvo il Massafra.

 

Leggiamo il provvedimento:

“ASD PALAFIOM TARANTO – Multa di €. 1.000, sconfitta a tavolino e 10 punti di penalizzazione per avere un isolato tifoso lanciato in campo un oggetto contundente di peluche colpendo una giocatrice della stessa società”.

 

E queste sono le motivazioni con le quali il reclamo della società di via Golfo di Taranto è già stato rigettato:

“Oltre al referto arbitrale e alla relazione dell’osservatore, è stata ascoltata anche la giocatrice colpita dal pupazzo. La suddetta ha confermato la circostanza, anche se ha dichiarato di non aver visto Winnie the Pooh bensì «un pavone con mille piume colorate che volava in un cielo fucsia pieno di stelle e di smiles fosforescenti che ondeggiavano intorno ad un caleidoscopio posto sulla testa di un drago arancione a pallini viola”...

L’azione teppistica ha inoltre alterato il regolare svolgimento della partita, come è dimostrato dai 5 punti consecutivi realizzati dal Lanciano, che ha approfittato dello stato confusionale della palleggiatrice bersaglio del lancio. Nel ricorso presentato dalla società l’allenatore afferma che lo stato confusionale della giocatrice era già sussistente durante il riscaldamento, ma tale versione, sebbene sottoscritta da tutte le compagne di squadra, è smentita da gran parte delle cronache sportive acquisite d’ufficio agli atti, che riferiscono di una efficiente distribuzione di gioco da parte della suddetta palleggiatrice.

L’episodio appare di una gravità inaudita in quanto premeditato da almeno un mese e non già frutto di un isolato ed istintivo gesto di stizza. Il fatto che sia stata colpita una giocatrice locale non attenua la gravità del gesto e costituisce, anzi, un pericoloso precedente.

La natura dell’oggetto, ossia il pupazzo di peluche denominato Winnie the Pooh, costituisce un ulteriore elemento di riprovazione in quanto ha offeso un personaggio caro all’infanzia, traumatizzando i bambini presenti in palestra come spettatori.

Non va, infine, sottovalutato il rischio di emulazione di un atto che si configura come vero e proprio attentato terroristico kamikaze e che nell’attuale contesto geopolitico internazionale va sanzionato con la massima severità nell’interesse della sicurezza nazionale.

Per questi motivi si rigetta il ricorso presentato dalla società tarantina e si conferma il provvedimento disciplinare di primo grado: multa di 1.000 euro, sconfitta a tavolino e 10 ulteriori punti di penalizzazione.”

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Palafiom Taranto-Lanciano 3-1

di skanderbeg69 (04/05/2008 - 22:41)

Sabato 3 maggio 2008 – ore 18.00

Anche the last dance, anche l’ultima partita di questo campionato regala gioia a squadra e tifosi: 3-1 sul Lanciano e soprattutto consolidamento dell’ottavo posto a quota 35 punti. Roba da vertigine per una neopromossa. Che stagione!

Undici vittorie e quindici sconfitte.

Ventidue punti nel girone di ritorno (quinta forza in questa fetta di campionato).

Chi sa di pallavolo potrà stimare degnamente queste cifre; io mi limito a raccontare l’ultima partita e ad apprezzare l’ultimo capitolo di una stagione meravigliosa. Peccato che sia finita.

Taranto e Lanciano.

Due destini che si incrociano. Le atlete di coach Marcello a gennaio erano ai margini della soglia-salvezza e iniziavano a mostrare i primi timidi progressi tecnici e caratteriali dopo un girone d’andata contraddittorio. Le abruzzesi, fino a quel momento, erano risultate spietate con le squadre di media e bassa classifica e sembravano in grado di lanciare l’assalto ad una zona play-off che non appariva come un miraggio.

La sfida tra le due compagini segnò una svolta per entrambe: le tarantine espugnarono sorprendentemente il parquet di Lanciano con un 3-2 frutto di una prestazione maestosa. Fu allora che iniziò la grande rimonta. Di contro, la squadra di coach Litterio si vide costretta a rinunciare ad ogni ambizione e si apprestò a disputare un girone di ritorno piuttosto deludente (appena 15 punti in 13 partite, sette in meno della stessa Palafiom Nati a Taranto).

Le All Blacks vengono con tre belle tifose, ma senza il calendario. La sorte dell’incontro è dunque segnata; c’è poco da fare.

Vengono anche senza Alessia Di Giosaffatte e schierano un libero di appena dodici anni...! Il primato di Silvietta è stracciato da ben 3 anni e 4 giorni di differenza. Non solo: con l’ingresso in campo di Alessandra Di Paolo (febbraio 1994), la nostra giovane opposto scala alla medaglia di bronzo. Mannaggia.

Meh, vabbè, l’anno prossimo facciamo giocare Sofia Passaro e vediamo chi la spunta alla fine...

Oltre alle citate Sorrentini (libero) e Di Paolo (panchina), coach Daniele Litterio schiera Beatrice Piazza in palleggio, Manuela Colacioppo opposto, Maria Marcela Corzo e Mara Trivilino di banda, Stefania Dalerci e Lara Pomponio centrali.

Marcello Presta ha tutte le atlete a disposizione tranne Simona Mereu, che comunque ha diligentemente portato il pupazzo di Winnie the Pooh. Dunque, Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci di banda, Clara Clemente e Silvia Buso centrali, Ivana Gallo Ingrao libero.

In panchina: Rossella Garaguso, Désirée Fiore (che sa aprire i lucchetti dei portapalloni; tentativo che io ho fallito per cinque partite consecutive), Valentina Moro, Silvia Mastandrea (che in confronto al libero ospite sembra esperta come Antonella Cataldo) e Paoletta Marcianò, che figura a referto ma ha un lieve infortunio al gomito.

E’ infortunata anche l’addetta agli arbitri.

Ho l’impressione che l’incontro inizi con un paio di minuti di ritardo. Teniamolo presente... Scriviamolo a referto...

Colpo di scena: per la prima volta nella storia di questo campionato, la squadra che vince il sorteggio sceglie di non giocare il primo set nella metà campo in cui ha fatto il riscaldamento. In effetti, il sole è forte e va dritto negli occhi di chi si schiera nel lato d.j.

In compenso le foto vengono bene. L’anno prossimo dovremmo giocare alle 14.30.

Prima dell’arrivo dei tifosi, ho ricontato i sedili del Maria Pia. A inizio stagione (vedasi post “Occhio ai seggiolini” del 3 settembre) erano 129 e mezzo. Oggi sono 127 e mezzo. Me lo sentivo.

Primo set

Il primo punto è dell’argentina Maria Marcela Corzo. Salutaci Gisela.

Doppio attacco di Mucci e primo tempo di Clara; Nati a Taranto in vantaggio per 4-1. La Pomponio inaugura la serie infinita di fast ben riuscite delle ospiti, ma la nostra Simona-di-metallo è scatenata e realizza un punto-culo favorito dal nastro.

Gli effetti sonori del Lanciano sono monopolizzati dall’esperta Stefania Dalerci, di cui Marcello mi aveva detto un gran bene. Confermerà le aspettative, ma intanto siamo in vantaggio noi per 8-5 visto che anche Michela sta scaldando il braccio.

La conclusione del time-out tecnico viene segnalata da un fischio atipico di Alfredo, altra colonna di questa società che merita di essere citata. Che lavoraccio ogni sabato; riesce a godersi le partite?

Scatto del Lanciano: Trivilino e Colacioppo martellano (8-10) e coach Marcello protesta per un mani-fuori a suo dire inesistente. Bugia, c’era! Proteste infondate... Arbitri, teniamone conto...

Lealtà dall’altra parte della rete con la Corzo che riconosce un’invasione.

Sonia, che sta continuando a giocare benissimo, ci riporta in parità (12-12), ma le All Blacks ritornano subito in vantaggio (13-17). Reazione Palafiom: secondo tocco favoloso di Alessandra (vittima designata del lancio di pupazzo in campo, ma è ancora presto), primo tempo di Silvia ed ace di Clara (16-17).

Soninha ci tiene ancora in corsa e le abruzzesi ci vengono incontro con qualche errore in fase d’attacco (20-20). In compenso, la giovane Sorrentini si sta comportando bene e sembra aver aperto un conto personale con la nostra Mucci riuscendo a difendere soprattutto i suoi attacchi metallici.

Sul 21-22 coach Litterio alza il muro e abbassa la media anagrafica gettando nella mischia l’altra baby, Alessandra Di Paolo, al posto di Beatrice Piazza. Non so se anche per lei si tratti dell’esordio assoluto in B2; in tal caso la piccina dimostra un bel coraggio nel tentare subito il colpo a sorpresa dirottando un’alzata verso la nostra metà campo.

Il tocco, per nostra fortuna, è considerato falloso. Per tutelarsi da questo tipo di irregolarità o forse perché preoccupato dall’eccesiva creatività della ragazza, il coach abortisce l’esperimento e rientra la Piazza.

Mucci piazza un bellissimo pallone nell’angolino in posto 5 (24-23) , ma un evitabile impappinamento difensivo della Nati a Taranto compromette il primo set-point.

Sorpasso Lanciano con Colacioppo (24-25), set-point annullato questa volta dalle rossoblu, ma Dalerci e la stessa Colacioppo chiudono la questione sul 25-27.

Secondo set

Osservo che nel primo set c’è stata un’ampia distribuzione di punti. Pochi errori delle attaccanti e grande distribuzione delle palleggiatrici. Gianluca osserva che potrebbe essere dipeso anche da qualche errore delle difese. Qualcun altro, ...ancora più qualificato, mi dirà a fine gara che almeno la nostra palleggiatrice sembrava in uno stato di alterazione psicofisica e passava il pallone in modo scriteriato. A me è piaciuta. Ha mandato a segno tutte le compagne, ha fatto tre secondi tocchi e sei punti totali... Non dar retta alle malelingue, Ale; ‘a megghie si’ tu!

Cambio di campo per rossoblu ed All Blacks. Vi siete divertite a farci giocare controluce nel primo set, eh? Beh, adesso arriva la vendetta.

La ricezione del Lanciano, rispetto al primo set, è un po’ troppo approssimativa per essere normale e la Nati a Taranto parte in modo fulminante.

Sonia, Michela e un’altra magia di Alessandra ci portano sul 6-1.

Anche Clara fa una magia. Non in senso metaforico: mura un pallone che poi viaggia sulla rete per un metro e atterra beffardo nella metà campo abruzzese (8-2). Muro Michela-Silvia e mani-fuori di Michela (11-2).

Diciamo che il marchio della Palafiom è già impresso su questo parziale.

Sono sempre le centrali a reggere la baracca ospite, ma le rossoblu dilagano con un ace di Ale su un’accecata Colacioppo, con un muro di Silvia, e con un missile di Michela (15-4).

Sonia va segno con continuità (3 punti a set) e solo la Dalerci sembra in grado di opporre resistenza. Fino alla fine non riusciremo a prenderle le misure.

Si sblocca in questo set anche Simona-di-metallo, Michela trova un buco nella difesa avversaria e ancora Mucci piazza un ace pulito pulito (22-9).

Michela stellare: scarica un’altra bomba da posto quattro e, dopo i punti realizzati dalla Pomponio con un elegante primo tempo in stand-by e da un preciso tiro della Colacioppo, il nostro martello chiude il set con un affascinante pallonetto (25-16).

Terzo set

Ace di Silvia e questa volta il sole non c’entra perché abbiamo cambiato campo; ennesimo duello Mucci-Sorrentini (direi che l’esordio della ragazzina è stato eccellente) e pallonetto di Sonia (3-1).

Ace di Beatrice Piazza con qualche nostra responsabilità e show di Mucci sino al 7-3.

Fischiata una doppia ad Alessandra, che protesta. A modo suo, ma protesta. Se non fossi certo che la ragazza è virtuosa (non beve, non fuma, non parla...), anch’io avrei il sospetto che un eventuale antidoping risulterebbe compromettente.

Stiamo giocando veramente bene. Ivana Yoghina in difesa sta compiendo miracoli, Michela aumenta il bottino personale e il muro fa la sua parte (12-7).

Lanciano continua a non sbagliare una fast, mentre Mucci decide di schiacciare pur trovandosi nei pressi della consolle di Pino e il pallone termina prevedibilmente sulla rete (14-11).

La nostra ricezione valuta out una battuta della Trivelino che invece finisce dentro; poi la stessa schiacciatrice abruzzese scarica un secondo servizio vincente su Clara (14-13). Pareggio Corzo (15-15), ma la nostra Simona-di-metallo continua a fare fuochi d’artificio: un bel pallonetto e finanche un muro (17-15).

Ancora parità (17-17) e poi lo scatto decisivo: qualche errore delle ospiti, un ace di Mucci, una fast di Clara e un attacco di Michela da posto quattro (22-19).

Due errori ospiti ed è ancora un pallonetto a chiudere il set in favore delle rossoblu; questa volta con la firma di Sonia (25-21).

Quarto set

Primo tempo in duplice copia di Clara. Ivana rischia di sfracellarsi sulla nostra panchina, però le sue difese sono efficaci. Gli interventi più belli vengono vanificati dagli errori in attacco delle nostre, ma per il nostro libero sono comunque vittorie morali.

Altro secondo tocco di Ale, altro primo tempo di Clara e Nati Taranto in fuga (8-5).

Bello anche il primo tempo della Pomponio, che con la Dalerci metterà a terra almeno 11 palloni solo in questo parziale.<